Il turismo oggi è un ambito strategico in continua evoluzione e con altissimi livelli di competizione a livello internazionale. Occorre sfruttare questa risorsa economica e sociale secondo tutte le potenzialità che questa terra offre.

Il turismo in Sicilia oggi non è soltanto il turismo balneare ma si estende agli ambiti agroalimentare, culturale, naturalistico, religioso e congressuale. Ciascuno di questi aspetti va opportunamente valorizzato, con l’obiettivo ultimo di ottenere la destagionalizzazione delle presenze turistiche nell’Isola ed il prolungamento del tempo medio di permanenza . In quest’ottica di seguito si individuano le principali azioni da mettere in atto.

  • L’Assessorato al Turismo dovrebbe diventare un Assessorato allo Sviluppo Turistico, inteso non come ente di mantenimento dello status quo, bensì come struttura innovativa e propositiva, tesa a creare e sviluppare il turismo quale leva competitiva per lo sviluppo della economia siciliana. Dovrebbe quindi riassumere in sé alcune delle competenze oggi in capo ai rami Beni culturali, Attività Produttive, Ambiente: modifica legislativa ;
  • Redazione del Piano strategico del turismo con particolare attenzione alla mobilità turistica
  • L’immobile alberghiero, quindi il luogo in cui viene gestita l’attività alberghiera, deve essere considerato un bene strumentale, al pari dell’industria che effettua produzione: l’albergo produce turismo e servizi per il turismo, di conseguenza tutte le forme di tassazione che si applicano ad esso dovrebbero essere parificate a quelle dell’industria;
  • Prevedere supporto e facilitazioni per le strutture ricettive che intendano utilizzare all’interno del proprio sistema di ristorazione prodotti siciliani, agricoli e non. In questo modo la struttura ricettiva non è solo accoglienza ma diventa uno strumento di promozione dei prodotti del territorio;
  • Prevedere un supporto di tipo economico per le strutture ricettive che vengano gradualmente convertite verso un basso impatto ambientale;
    (PO FESR 14/20)
  • Dal punto di vista ambientale, ed al fine di salvaguardate il tesoro marino e costiero della Sicilia, come già sta avvenendo in Costa Smeralda, è necessario prevedere lo spostamento di tutti gli scarichi dei comuni ad almeno 1 km dalla costa.
  • Potenziamento della Film Commission Regionale come strumento di attrazione turistica e promozione della Sicilia e come veicolo per favore occupazione giovanile e nuove imprese nel settore creativo.

Più in generale si intende attivare un “piano strategico culturale” in grado di individuare gli strumenti non solo per tutelare e gestire il complesso patrimonio dei beni culturali, materiali e immateriali ma, soprattutto, per costruire una visione strategica dei processi culturali integrata con il piano di sviluppo del nostro territorio, con l’ambiente, con l’enogastronomia, con la letteratura, con il turismo, all’interno di un processo collettivo da individuare come “Sicily Shire”. Il piano strategico dovrà peraltro trovare fondamento nella costituzione di forme di partenariato pubblico-privato, nonché nel coinvolgimento di associazioni, cooperative sociali, fondazioni e altre strutture presenti sul territorio con fini statutari indirizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale. Quest’ultima, insieme alla conservazione del paesaggio e alla qualità dell’ambiente, non può limitarsi alla loro protezione passiva, ancorché indispensabile, ma richiede impegno, prima politico e poi tecnico, per affrontarli come beni collettivi, come generatori di nuova identità e non solo testimoni della nostra storia, come creatori di valore e non solo attrattori di turisti.

Si tratta di rivedere e ricomporre tutti i meccanismi di una filiera diffusa che parta da musei, teatri, biblioteche, e che sia in grado di divenire un formidabile attrattore culturale.

Non esiste, dunque, governo dei beni culturali dell’Isola se non si riparte preliminarmente dai fattori di sostenibilità che stanno alla base di una nuova visione dei Beni Culturali stessi:

  • Sostenibilità ambientale, ossia la capacità della società di conservare le condizioni di base per generare processi di vita (lotta all’inquinamento);
  • Sostenibilità economica, ossia la capacità della società di conservare le condizioni di base per generare processi economici (lotta alla corruzione, regole di trasparenza e di legalità nelle trattative economiche);
  • Sostenibilità sociale, ossia la capacità della società di conservare le condizioni di base per generare processi sociali (entità sociale, principi di meritocrazia).

In questo contesto integrato fra turismo e cultura è necessario fare una riflessione sul potenziale economico e di occupazione del sistema museale dell’intero territorio regionale.

Secondo l’ultima rilevazione ISTAT, pubblicata a dicembre 2016, in Sicilia sono attivi circa trecento tra musei, teatri, gallerie, parchi archeologici e complessi monumentali. Tolti da questo elenco i siti più famosi e quelli che hanno sede nei capoluoghi di provincia, che attirano annualmente il maggior numero di visitatori, emerge dai dati una realtà fatta di musei di piccole dimensioni, attivi nei paesi o in più di un caso addirittura in contesti rurali, che se adeguatamente sostenuti e messi a sistema possono costituire un elemento catalizzatore di sviluppo economico per i territori di riferimento.

Occorre stimolare l’interazione tra i musei e le altre risorse del territorio (enogastronomiche, artigianali, artistiche, naturalistiche), favorendo la realizzazione di un’offerta turistica integrata. Per far ciò il rafforzamento infrastrutturale è imprescindibile, in risposta ad una richiesta sempre più intensa di percorsi alternativi agli itinerari più noti che viene dai Paesi del Nord Europa, generata dalla curiosità che suscita la Sicilia dei piccoli borghi, della cultura contadina, degli artigiani, delle produzioni locali.

Temi del programma: Il Progetto,  Lavoro,  Infrastrutture,  Innovazione,  Agricoltura,  Turismo e Beni Culturali,  Formazione,  Assemblea Regionale Siciliana,  Emergenza Precari,  Territorio,  Energia, Acqua, Rifiuti,  Diritti.

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