Tutto il territorio siciliano può, a ben vedere, considerarsi nella sua interezza un “bene culturale”, unico al mondo e d’inestimabile valore: non ci sono parti dell’Isola che non presentino un peculiare interesse storico, archeologico, architettonico, artistico, naturalistico, paesaggistico, o parti a cui siano legati aspetti culturali che caratterizzano quell’innegabile Identità Siciliana, tanto decantata ma poco pubblicizzata e quasi per niente valorizzata.

Le politiche fin qui attuate non hanno saputo gestire questi esclusivi Beni Culturali e sfruttare l’inesauribile risorsa che essi costituiscono, capace di assicurare economia, turismo, lavoro, benessere e occupazione alle attuali e future generazioni. Le specificità assicurate dall’autonomia siciliana, in materia di urbanistica, di beni culturali e d’infrastrutture, non sono mai state utilizzate per garantire sviluppo ma, addirittura, per alimentare le condizioni di arretratezza esistenti che penalizzano l’economia ed il turismo, come evidenziano le notevoli sacche di abusivismo edilizio o la carenza di opere di tutela e protezione del territorio o la mancanza di adeguati interventi infrastrutturali e nei servizi.

Compito precipuo del nuovo governo regionale sarà quello di promuovere innanzitutto una cultura del territorio siciliano, fondamentale in tutte quelle azioni formative di educazione e promozione delle innate risorse territoriali; azioni formative capaci di creare una coscienza civica che possa condurre al di rispetto e alla tutela dei beni materiali ed immateriali, patrimonio identitario dell’Isola. Occorrerebbe infatti non solo costruire ma soprattutto rafforzare il legame tra società e territorio, attraverso la conoscenza di ciò che la nostra terra offre, e consolidare quel segno tangibile d’identità. Una cultura che riconosca nel territorio la matrice in cui poter inquadrare e strutturare quelle specifiche azioni produttive capaci di favorire sviluppo e futuro.

Attraverso gli interventi legislativi, che rendono attuali gli indirizzi, di cui le altre regioni ed il Paese intero già hanno acquisizione, deve essere possibile un governo complessivo del territorio, ormai impraticabile in Sicilia, tra leggi divenute obsolete ed inadeguate, incapaci di accogliere tutte quelle innovazioni culturali, che la specificità siciliana deve vedere più come obbiettivo da raggiungere che come ostacolo da superare. Innovazioni che comportano interventi e trasformazioni del territorio che, se percepito come un sistema culturale, in cui ciascun tassello, indispensabile all’ingranaggio del sistema, debba essere responsabilmente governato per favorire, attraverso un appropriato coordinamento, l’utilizzo sostenibile e intelligente delle risorse culturali insite nell’isola.

Le azioni del prossimo governo regionale devono allora mettere a sistema tutti gli interventi sul territorio, di conservazione, manutenzione, trasformazione o riqualificazione, come quelli infrastrutturali, residenziali, ricettivi, produttivi, agricoli o industriali, di acquisizione di nuove forme d’energia o di forniture d’indispensabili servizi, pensando finalmente che il territorio siciliano è l’unico e grande bene di cui disponiamo e di cui può fruire, a nostro vantaggio, l’umanità.

Il programma di governo fondato sul pilastro del territorio si basa su due approcci sinergici volti a osservarlo e governarlo. Da un lato quello riguardante le componenti invarianti, cioè tutte quelle parti che per valore, fragilità, vincoli non devono essere modificate e che anzi vanno protette perché possano garantire sicurezza e qualità, bellezza e memoria alla nostra vita. Dall’altro lato quello riguardante le componenti condizionanti, cioè quelle parti che pur potendo essere trasformate, anzi avendo bisogno di esserlo, non sono indifferenti a qualsiasi intervento, ma richiedono precise azioni che ne rispettino le caratteristiche e ne esaltino le opportunità. Per rendere operativo il programma del pilastro territoriale, le azioni concrete sono articolate in quelle normative, infrastrutturali (in integrazione con le azioni relative al lavoro), del ciclo acqua-energia-rifiuti e dei beni culturali.

  • Sostenere le amministrazioni locali nell’effettuare una corretta pianificazione delle misure di prevenzione (Pianificazione di protezione civile) atte a ridurre i rischi legati ai fenomeni di dissesto con azioni mirate alla gestione del territorio e dei cittadini in funzione dei vari livelli di allerta;
  • Messa a punto di una nuova legge urbanistica regionale in sintonia con gli obiettivi strategici di sostenibilità, sviluppo e qualità architettonica della Sicilia nell’orizzonte strategico del 2030 che guardi alle città metropolitane come ai nuovi centri propulsori dell’economia e che miri a trasformare il territorio rurale integrandolo con la profonda cultura delle aree interne e sviluppandone le qualità produttive legate all’agricoltura e alla nuova manifattura, anche attraverso la facilitazione di nuove forme aggregative tra i comuni più piccoli;
  • Creazione di una task force per stabilire quale modello di relazione collaborativa costruire tra Città metropolitane e Regione come nelle più avanzate esperienze europee in cui le città metropolitane sono i propulsori dell’innovazione e non più solo efficienti erogatrici di servizi;
  • Sostegno allo sviluppo e crescita delle Aree Interne e dei Piccoli comuni come risorsa portante della rigenerazione economica e sociale (il 70% dei piccoli Comuni italiani si trova in Sicilia – si tratta delle aree a forte rischio spopolamento ma ove insistono importanti segnali di rinascita sociale culturale ed occupazionale
  • Promozione della qualità architettonica attraverso l’aggiornamento dei parametri di conservazione e valorizzazione delle sovrintendenze per stabilire adeguati protocolli architettonici, urbanistici e paesaggistici per la Sicilia, sia a livello locale che regionale. Creare un sistema che integri le università, le scuole di formazione, gli ordini professionali e le sovrintendenze per la discussione delle identità culturali siciliane e per la formazione sulle tecniche costruttive e di restauro.
  • Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta alle isole minori sia per quanto riguarda la garanzia di collegamenti efficienti che garantiscano la continuità territoriale, sia per l’assistenza sanitaria sia per la gestione dell’acqua e dei rifiuti.

Specificatamente per quest’ultimo punto bisogna rendere operativa la nuova normativa nazionale la quale prevede specifici obiettivi sul fronte dell’efficienza e delle rinnovabili e che possono trasformarsi da residui del sistema energetico del secolo scorso ad avanguardie delle smart grids del futuro.

Temi del programma: Il Progetto,  Lavoro,  Infrastrutture,  Innovazione,  Agricoltura,  Turismo e Beni Culturali,  Formazione,  Assemblea Regionale Siciliana,  Emergenza Precari,  Territorio,  Energia, Acqua, Rifiuti,  Diritti.

 

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