La mia scelta di accettare la candidatura a Presidente della Regione Siciliana e di guidare un progetto civico ha delle forti motivazioni legate indubbiamente all’amore per la nostra terra e anche al senso di appartenenza e di responsabilità nei suoi confronti.

Come professore prima e come rettore poi ho sempre avuto una particolare attenzione e passione per la formazione dei giovani.
Ho sempre pensato di dare loro un futuro, di consentirgli di inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro e contribuire in tal modo alla crescita e allo sviluppo di questa Terra.

Più volte ho lanciato appelli in questa direzione, anche nel corso dell’ultima inaugurazione dell’anno accademico con la partecipazione di Matteo Renzi, allora Presidente del Consiglio dei ministri, ho sottolineato con orgoglio quanto i nostri giovani siano ritornati a credere nella formazione universitaria. In quell’occasione proprio per loro ho richiamato le Autorità e tutto il mondo della Politica, anche quello regionale, affinché gli fossero garantite possibilità di lavoro e di lavoro qualificato nel Territorio che li ha cresciuti e formati e di cui sono patrimonio inestimabile.

Mi sono reso conto che questi obiettivi per essere realizzati hanno però bisogno di una politica concreta, di atti amministrativi, di investimenti mirati e di velocità dell’utilizzo dei fondi europei già stanziati.

È soprattutto per questo che ho ritenuto di non potermi tirare indietro di fronte alla proposta di impegnarmi in prima persona a guidare un progetto caratterizzato da un condivisibile spirito di civismo politico e sostenuto da un’ampia coalizione: sarei stato profondamente incoerente rispetto al lavoro fatto e ai valori seguiti in questi anni, in qualche modo avrei tradito i giovani Siciliani e le loro legittime aspettative ed aspirazioni.

Sento di poter dire che il nuovo percorso può legittimamente essere considerato come la fase due di un impegno già intrapreso, nei confronti dei giovani, della tutela e dell’affermazione dei diritti, della salute, dell’assistenza, del lavoro, dell’impresa quale motore per lo sviluppo e la crescita, dell’accoglienza, dell’integrazione e della Sicilia.