Ho compiuto un vero e proprio “viaggio in Sicilia” attraversando praticamente tutte le province, recandomi non soltanto nei centri più grandi, ma anche in quelli tradizionalmente meno frequentati, visitando siti di produzione e luoghi del sociale, centri di eccellenza e luoghi di sofferenza, ma anche di straordinaria umanità, soprattutto incontrando ed ascoltando centinaia, migliaia di persone, di siciliani.

Ne ho tratto una profonda e radicata convinzione: che la nostra è una regione meravigliosa, di struggente e straordinaria bellezza, ma è anche terra di profonde contraddizioni, di grandi contrasti.

È una terra dove convivono esperienze imprenditoriali di straordinario successo, capaci di produrre fatturati di decine, a volte centinaia di milioni di euro e di esportare in 60 Paesi del mondo, e una disoccupazione giovanile drammaticamente alta. Dove molti, troppi giovani, completati brillantemente i loro studi, sono costretti a cercare lavoro altrove, con la condanna ad una mobilità frutto di un obbligo e non di una scelta e soprattutto con oscure prospettive su un eventuale rientro.

È una terra dove meravigliose esperienze di accoglienza degli ultimi, con luoghi del sociale che riescono a restituire la dignità ed il sorriso a chi l’ha perso, si uniscono a zone ancora profondamente degradate e alla difficoltà di mettere a sistema pubblico e privato, di creare una vera rete della solidarietà e dell’assistenza. È una terra dove accanto a Università e Centri di Ricerca in molti settori di riconosciuta eccellenza anche a livello internazionale, si unisce una percentuale di NEET, giovani che non studiano e non lavorano, tra le più alte in Europa e dove ancora non si riesce a garantire un efficace diritto allo studio.

È una terra nella quale, partendo da condizioni di equilibrio di bilancio finalmente raggiunte, sussistono le condizioni e le risorse economiche di provenienza nazionale ed europea per potere lanciare un programma di investimenti sulle infrastrutture e sull’innovazione tecnologica di impatto e di proporzioni senza precedenti, ma sussiste ancora una mentalità del “tanto nulla può cambiare”, con una storica tendenza alla diffidenza, alla rassegnazione, al pessimismo.

Io credo che sia giunto il momento di cambiare marcia, di imprimere una profonda accelerazione alla nostra terra, di comprendere che il futuro è possibile, che il futuro esiste e che possiamo realizzarlo qui, in Sicilia. Lo dobbiamo ai nostri giovani, lo dobbiamo a quelli che non hanno diritti, lo dobbiamo a noi stessi. Ci vogliono visione e competenza, progettualità e capacità di gestione.

Questo è il senso del mio impegno. Per questo ho intitolato questo programma: “Progettare il Futuro”.

Assieme riaccenderemo i motori della Nostra Terra mettendo al centro l’impresa, perché lo sviluppo del nostro Territorio sarà la nostra più grande sfida. Una Regione dove l’impresa è messa nelle condizioni di operare è una Terra che genera Lavoro e Noi faremo di tutto pur di creare occupazione, stabilizzare, ridare speranza ad ogni singolo cittadino siciliano.

Insieme con umiltà e determinazione risolveremo e combatteremo tutte le forme di diseguaglianza che attraversano i nostri territori. La mia presidenza affermerà con forza che una nuova politica è possibile, che è possibile mettere al centro del proprio programma Legalità e Trasparenza, che è possibile tornare ad una politica della dignità, attuando quei Diritti costituzionali che in Sicilia ancora faticano a concretizzarsi.

Questo programma è il tentativo di dare una visione organica della complessità di una Regione. Vuole essere un “piccolo Inizio” sul come noi intendiamo cambiare la relazione tra cittadino e Regione.

Per rispettare quanto detto abbiamo deciso di distinguere le nostre intenzioni in due principali categorie di azioni:

  1. azioni rivolte a stabilizzare e mettere in sicurezza e a superare le emergenze con un unico obiettivo: Normalizzare;
  2. azioni rivolte allo sviluppo e al rilancio. Queste seguiranno la nuova visione Sicilia Strategica 2030. Uno strumento di governance che avrà come unico obiettivo quello di accelerare il cambiamento coordinandone gli attori e mettendo a sistema tutte le risorse regionali, nazionali e comunitarie in un quadro unitario.

 

Temi del programma: Il Progetto,  Lavoro,  Infrastrutture,  Innovazione,  Agricoltura,  Turismo e Beni Culturali,  Formazione,  Assemblea Regionale Siciliana,  Emergenza Precari,  Territorio,  Energia, Acqua, Rifiuti,  Diritti.

 

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