La formazione deve ritrovare centralità nella politica regionale attivando azioni ancora una volta concrete e opportunamente focalizzate in modo da perseguire ed ottenere risultati efficaci e misurabili.
(PO FSE 14/20)

  • Puntare su un sistema di formazione professionale innovativo, competitivo e sostenibile, che colleghi in modo concreto domanda ed offerta e che sia disegnato sui sistemi di formazione europei ma che tenga conto delle esigenze e delle peculiarità del territorio, che non mortifichi ed escluda gli operatori del settore ma che preveda una loro partecipazione attiva al disegno di riforma. Un sistema che possa operare, a prescindere dalle risorse europee, in modo sinergico col mondo imprenditoriale della produzione e dei servizi;
  • Proporre azioni di formazione continua come la job rotation in settori in cui queste attività hanno già mostrato risultati positivi e promettenti (settore turistico-alberghiero);
  • Recuperare e rafforzare il legame tra formazione e sviluppo economico, per favorire la diffusione nel mondo produttivo dei saperi e delle competenze, dell’innovazione tecnologica e organizzativa. Per ottenere ciò le azioni di sostegno all’innovazione devono essere corredate da opportune azioni di alta formazione (corsi professionalizzanti, corsi post lauream, ecc.) affidate alle Università e agli Enti di Ricerca. Occorre creare sinergie tra Università, Enti di Ricerca, formazione, scuole superiori e amministrazione regionale per indirizzare gli studenti verso le scelte più appropriate per il loro futuro e per strutturare un’offerta adeguata ai bisogni e alle offerte della nuova economia;
  • Ripensare profondamente e proporre nuove modalità di programmazione e spesa dei fondi comunitari (FSE ed altri). Quello dei fondi comunitari è un tema cruciale che si ripropone in numerosi aspetti dello sviluppo regionale ma che già a proposito della formazione professionale deve essere opportunamente richiamato. La razionalizzazione dei diversi programmi di fondi comunitari in un’ottica di sistema deve consentire la migliore utilizzazione delle risorse con l’unico obiettivo dello sviluppo del territorio in chiave moderna e attuale;
  • Caratterizzare gli enti di formazione sulla base degli asset siciliani che si vogliono valorizzare nel futuro prossimo (Sicilia strategica 2030).

Si tratta complessivamente di una sfida che attiene direttamente alla natura della formazione professionale, cui corrisponde un diritto costituzionalmente sancito: all’art. 35 comma 2, tra i diritti civili e sociali, figurano il diritto al lavoro e quello alla formazione professionale, affidata allo Stato nelle sue varie articolazioni.

Temi del programma: Il Progetto,  Lavoro,  Infrastrutture,  Innovazione,  Agricoltura,  Turismo e Beni Culturali,  Formazione,  Assemblea Regionale Siciliana,  Emergenza Precari,  Territorio,  Energia, Acqua, Rifiuti,  Diritti.

Commenti