ENERGIA

È noto che l’ecosistema, la biodiversità e l’insieme di paesaggi dell’Isola sono tra i più ricchi al mondo. L’intero contesto ambientale va tutelato con rigore e valorizzato in termini di asset di sviluppo e di fruibilità diffusa.

In particolare, l’energia rappresenta finora un’opportunità ancora tutta da cogliere. Tra le priorità del nuovo governo regionale dovrà esserci l’aggiornamento del Piano Energetico e Ambientale della Regione Siciliana (PEARS) risalente al 2007 e di fatto disatteso.

È necessario attuare delle linee di indirizzo, semplici, comprensibili, che abbiano come primario obiettivo lo sviluppo sostenibile del territorio attraverso:

  • Piano energetico siciliano e per l’efficienza energetica delle infrastrutture edilizia pubblica abitazioni.
  • La promozione, la valorizzazione e la gestione razionale delle risorse energetiche rinnovabili e non rinnovabili.
  • La riduzione sensibile delle emissioni clima-alteranti ed inquinanti nel settore dei trasporti e negli edifici.
  • La promozione di interventi di miglioramento della rete di trasporto e distribuzione dell’energia elettrica in ottica smart grid.

Le azioni da intraprendere in modo da perseguire e ottenere risultati efficaci e misurabili sono riassunte di seguito:

  • Semplificare il percorso autorizzativo per impianti di auto-produzione di piccola potenza e perseguire la politica di rinnovamento delle reti elettriche nel territorio siciliano;
  • Promuovere le tecnologie energetiche che sfruttano le fonti energetiche più disponibili nel territorio con studi mirati volti all’individuazione dei siti più idonei;
  • Promuovere la riqualificazione energetica degli edifici;
  • Promuovere ed incentivare sistemi di trasporto urbano pubblici e privati a basso impatto ambientale, in termini di CO2 e inquinanti prodotti, mediante lo sviluppo di sistemi di car sharing e car pooling, l’adozione di politiche fiscali dedicate (bollo auto) e la diffusione capillare di stazioni di ricarica elettrica;
  • Istituire un tavolo permanente di confronto tra Regione, Università siciliane, Enti di Ricerca per il monitoraggio, la promozione, la consultazione dello stato di avanzamento delle politiche energetiche e ambientali sul territorio;
  • Creare un piano di investimenti per le start-up che mirano a costruire nuove tecnologie in campo energetico, al fine di far diventare la Sicilia un nuovo hub nel settore.

ACQUA

L’acqua è e deve restare un bene pubblico, come pubblica deve essere la sua gestione lungo tutte le fasi del ciclo idrico, puntando alla massima efficienza e razionalità d’uso, perseguendo obiettivi di interesse generale, a beneficio di tutti i cittadini.

L’importanza strategica dell’acqua come risorsa primaria per la vita e per lo sviluppo impone una politica di rigore e competenza. In particolare, prevediamo:

  • Studio strategico sullo stato della risorsa idrica in Sicilia, delle sue infrastrutture e dei suoi usi;
  • Rinnovo ed ammodernamento delle infrastrutture;
  • Ridefinizione di un piano strategico Sicilia 2030;
  • Investimenti in ricerca e sviluppo.

Il ruolo attivo della Regione si deve esercitare non solamente nella riorganizzazione del segmento dell’acqua all’ingrosso ma anche nell’esercizio della sua capacità di programmazione e definizione degli obiettivi e di controllo del funzionamento dell’intero sistema. Per fare questo occorre riorganizzare Il Dipartimento Acqua e Rifiuti dell’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità dotandolo delle necessarie competenze anche attraverso uno specifico programma di capacity building.

RIFIUTI

Il tema richiede una serie di forti azioni politiche e regolamentari che riducano la distanza normativa tra Sicilia, Italia ed Europa, facendo anche ricorso all’autonomia regionale come opportunità e non come vincolo. Il rifiuto deve essere inteso come risorsa potenziale e non quale mero scarto, anche dal punto di vista economico e occupazionale, promuovendo la raccolta differenziata e le relative filiere di riutilizzo in un’ottica di economia circolare.

Il primo passo da compiere è la ridefinizione dell’intero sistema di governance del settore, che non consente tutt’ora di identificare con chiarezza ruoli e compiti degli organismi di controllo del servizio e di quelli che invece devono curarne l’attuazione e la gestione.

Le azioni da attuare con la necessità di raggiungere sufficienti standard minimi che allontanino al più presto il rischio di cadere in nuove e ricorrenti situazioni emergenziali sono di seguito riassunte:

  • Ridefinizione del sistema di governo del ciclo integrato dei rifiuti e del piano bonifiche al fine di identificare con chiarezza il ruolo di controllo e gestione dei vari soggetti (regione, ambito territoriale, enti locali, soggetti imprenditoriali);
  • Identificazione dei servizi di igiene urbana allo stato attuale e censimento del parco impiantistico regionale disponibile, per valutarne le potenzialità e l’idoneità all’utilizzazione nel ciclo integrato dei rifiuti;
  • Identificazione degli impianti di trattamento in fase di realizzazione e di completamento della loro messa in esercizio;
  • Promozione di interventi di incentivazione della raccolta differenziata con particolare riferimento ai centri urbani di maggiore potenzialità, al fine sia di raggiungere rapidamente percentuali che portino l’Isola quantomeno ai livelli medi dell’Italia, sia di ridurre efficacemente la quantità di rifiuti residuali per i quali è ancora oggi necessario reperire forme di smaltimento nell’Isola.
  • Più a medio termine le azioni che si devono mettere in atto devono puntare agli obiettivi comunitari in tema di recupero di materia e/o energia dal ciclo dei rifiuti, alla pianificazione su scala regionale del quadro impiantistico mirato al loro trattamento, nonché allo sviluppo di politiche di diffusione della cultura della gestione dei rifiuti, con riferimento sia agli interventi per la prevenzione e minimizzazione degli stessi, sia al loro corretto recupero.

La Regione deve accelerare il processo di riorganizzazione del ciclo di gestione dei rifiuti, esercitando un ruolo attivo nell’esercizio della sua capacità di programmazione e definizione degli obiettivi e di controllo del funzionamento dell’intero sistema. Per fare questo, analogamente alla esigenza evidenziata per il servizio idrico integrato, occorre riorganizzare Il Dipartimento Acqua e Rifiuti dell’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità dotandolo delle necessarie competenze anche attraverso uno specifico programma di capacity building.

Temi del programma: Il Progetto,  Lavoro,  Infrastrutture,  Innovazione,  Agricoltura,  Turismo e Beni Culturali,  Formazione,  Assemblea Regionale Siciliana,  Emergenza Precari,  Territorio,  Energia, Acqua, Rifiuti,  Diritti.

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