La corruzione nella pubblica amministrazione va contrastata con nuovi strumenti, molto spesso è lì che si annidano sacche di malaffare e che si infiltrano gli interessi criminali e mafiosi. Accolgo quindi l’appello dei vescovi siciliani che condivido pienamente. Istituirò una commissione regionale anticorruzione, composta da magistrati e docenti universitari di materie giuridiche che, sulla scia dell’importante lavoro fatto a livello nazionale dall’Autorità guidata da Raffaele Cantone, dovrà monitorare le procedure amministrative ed essere garante di trasparenza e coerenza etica nei confronti dei cittadini, la Sicilia e i siciliani meritano di più.

Al tempo stesso bisogna imprimere un’accelerazione al lavoro avviato per snellire e semplificare la burocrazia, che deve seguire criteri di automatismo e trasparenza, e deve assicurare tempi certi. “Queste due misure contribuiranno ad avere una Regione più moderna, trasparente ed efficiente, capace di attrarre investimenti per muovere l’economia e creare nuova occupazione nell’isola.

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